Multate e multati,
intervista a Lino Santoro, portavoce di tutte le aziende installatrici dei photored, invitato ad una trasmissione nazional-popolare nella fascia del mezzogiorno. Fra qualche pausa e molte esitazione il Santoro raschia il fondo del barile ricordando ancora lo studio del Cnr che – lui stesso sostiene – ‘consiglia’ la durata del giallo e non costituisce norma.
Alla domanda dell’intervistatore : ‘ma chi decide allora la durata del giallo?‘ risponde: “lo decide ‘l’ingegnere del traffico‘?’ E chi è costui? Una figura nuova?
Alla fine dà fondo a tutta la retorica possibile giudicando inopportune ma legittime (?!!?) le percentuali che le aziende come la sua s’intascano a migliaia.
‘Inopportune ma legittime?’ Ohè Santoro, ma come parli?
Sono il Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Verona e in data 5 novembre 2007 ho presentato una mozione, già discussa il giorno 20 novembre in terza Commissione e che sarà discussa in Consiglio Provinciale probabilmente nel mese di gennaio 2008. La mozione se approvata (ma di questo non ho dubbi), impegna il Presidente della Provincia ad attivarsi presso il Ministro per ottenere l’inserimento di tutte quelle disposizioni riportate nelle varie circolari (mai rispettate) nel testo legislativo del Codice della Strada. Impegna inoltre il Presidente ad attivarsi perché nell’eventuale nuovo testo legislativo sia prevista anche la restituzione delle somme pagate e dei punti detratti dalla patente anche agli automobilisti che sono stati sanzionati con attrezzature taroccate (durata del Giallo semaforico troppo corto. Contrato con ditta esterna che percepisce una percentuale sulle multe; attrezzature gestiste da ditta esterna e non dagli Agenti di Polizia Locale; presenza nello stesso semaforo di attrezzatura per la rilevazione fotografica delle infrazioni e sensore di velocità per far assumere al semaforo il ruolo non consentito di regolatore di velocità) anche se non hanno presentato ricorso.
E’ importante che anche altre Pubbliche Amministrazioni portino in discussione nei propri Consigli una mozione simile.
Naturalmente sono disponibile a inviare copia della mia mozione a quanti ne facciano richiesta.
IMPORTANTE. In data 29-10-2007 con parere prot. n° 98945, il Ministero dei Trasporti ha nuovamente ribadito che i semafori non possono essere utilizzati per regolare la velocità. Ha anche dichiarato non ammissibile l’utilizzo contemporaneo sullo stesso impianto semaforico di attrezzature per la rilevazione di velocità e per la rilevazione fotografica.
[...] del Consiglio Provinciale di Verona (che però non si firma…uhm…). Qui il commento in originale e qui la mail: [...]
Sono il Vice Presidente del consiglio Provinciale di Verona e mi chiamo Mario Zampedri e con la presente vorrei precisare che ho inserito solo il nome e non il cognome nell’e-mai che ho inviato in precedenza e non ho provveduto a sottoscriverla semplicemente per evitare che qualcuno potesse pensare che io cerchi di farmi pubblicità sfruttando a livello politico una questione che invece è molto seria.
Voglio anche precisare che la presentazione della mozione non è frutto soltanto di una mia iniziativa sporadica ma è frutto di un impegno per far giustizia iniziato ormai da molti mesi.
Ho predisposto alcuni mesi fa una lettera che aveva lo scopo di segnalare il disagio derivante dall’uso improprio di attrezzature che dovrebbero servire per far sicurezza e che invece sono utilizzate spesso solo per far cassa. A sostegno di quanto riportato nella lettera ho raccolto in val d’Illasi circa 7000 firme. Ho provveduto poi a presentare la lettera con tutte le firme a sostegno al Presidente della Provincia di Verona e, il giorno 17 maggio, personalmente al Signor Prefetto di Verona durante un incontro che avevo in precedenza chiesto. E’ proprio grazie a questa mia iniziativa che il Signor Prefetto di Verona ha fatto ispezionare i semafori della val d’Illasi dalla Polizia Stradale e chiesto e ottenuto il parere del Ministero dei Trasporti prot. n° 98945 del 29-10-2007.
Ho anche predisposto un modulo (studiato in modo specifico per alcuni semafori presenti in val d’Illasi della provincia di Verona dotati oltre che di attrezzature T-Red, anche di rilevatori di velocità per far assumere agli stessi la funzione di regolare la velocità) per presentare il ricorso al Giudice di Pace con tanto d’istruzioni per la compilazione e presentazione del ricorso e con tutti gli allegati necessari per dimostrare quanto sostenuto nel ricorso. Questa documentazione l’ho inviata a centinaia di automobilisti multati che me l’hanno richiesta tramite e-mail e continuano tuttora a inviarla.
Colgo l’occasione per segnalare agli automobilisti multati ai semafori della val d’Illasi dotati di rilevatori di velocità che possono chidermi tutto il necessario per presentare il ricorso al seguente indirizzo e-mail semaforivaldillasi@yahoo.it
Sperando di aver chiarito la mia posizione, saluto distintamente.
Mario Zampedri
Ho avuto una multa con il sistema T-RED a Perugia che non mi risulta avere anche il rilevatore di velocità (così credo). Perugia è diventato un caso nazionale grazie a “Striscia la notizia” e l’odor di truffa ai danni dei cittadini è molto concreta.
Il ricorso scade tra 7 giorni, mi può aiutare, soprattutto delucidandomi sulla durata minima per legge del giallo ?
Grazie mille.
Salve,
corre l’obbligo innanzitutto di fare una doverosa precisazione: non sono il portavoce delle aziende installatrici di t-red o simili, sono solo il rappresentante della mia azienda. Detto questo passo a chiarire le affermazioni da me fatte che hanno suscitato perplessità negli ascoltatori di “Occhio alla spesa”.
La prima, in ordine alla durata del giallo e su chi la decida caso per caso.
Ho detto, e lo riaffermo, che chi decide il tempo del giallo deve essere l’ingegnere del traffico. Non è una figura nuova. Si tratta di una branca della moderna ingegneria di cui si dovrebbe far maggior uso. E che la decisione dei tempi del giallo sia una cosa seria, lo dimostra proprio la polemica in atto dovuta ad esemplificazioni che qualche ente locale ha voluto apportare nella installazione dei propri impianti. A riprova della difficoltà della impostazione delle fasi (tutte) semaforiche si veda: http://www.trasporti.ing.unibo.it/corsi/circolazione_ls/intersezioni_semaforizzate.pdf
Ma sembra che la frase che abbia colpito di più sia quella secondo la quale le percentuali sulle multe siano inopportune ma legittime. Non è retorica, la mia. Non lo è in quanto l’azienda da me condotta non ha mai voluto sottoscrivere i cosiddetti contratti a percentuale. Quei contratti con le pubbliche amministrazioni locali, cioè, secondo i quali all’azienda che noleggia gli strumenti viene riconosciuta una percentuale sulle multe EFFETTIVAMENTE pagate. Dunque, se nessuno paga le multe, nulla è dovuto alla Società. Questo contratto è stato ritenuto vantaggioso dai Comuni perché li metteva al riparo da possibili situazioni critiche (sentenze dei giudici, cambiamento delle norme, etc.) per le quali avrebbero potuto trovarsi nella situazione di non poter incassare proventi contravvenzionali e di aver contemporaneamente assunto dei debiti verso la società che ha fornito gli strumenti. Questo meccanismo, contorto, non è stato dichiarato illegittimo da nessuna giurisdizione né civile né penale né contabile. Dunque non si può dire illegittimo. La stessa nota del Ministero dello scorso agosto 2007 cautamente parla di dubbi e non certezze di illegittimità. Infatti asserisce la nota che non è proprio compito dare giudizi in tal senso.
Che sia inopportuna questa forma di contratto, lo vediamo nei fatti; nel dubbio che si insinua tra gli utenti, e le stesse forze inquirenti, che esista un disegno criminoso tra chi noleggia gli strumenti accertatori e chi ne raccoglie i proventi, a fare il maggior numero possibile di verbali.
Legittimo ma inopportuno, dunque. Quanto alle storture del sistema, in qualche caso sono innegabili. Procedure al limite della legittimità e frettolose. Ma soprattutto molta ignoranza e disinvoltura tra chi dovrebbe sorvegliare ed assumere la responsabilità della funzione pubblica.
Esiste tuttavia, in questo stesso ambito, un sistema di committenza e forniture serio e trasparente ove ciascuno lavora seriamente nell’ambito del proprio ruolo che è, e deve sempre restare, diverso e separato. Tenendo sempre ben presente, soprattutto, che mentre tutte le attività della Pubblica Amministrazione sono “esternalizzabili” cioè possono essere affidate ai privati, le funzioni proprie del pubblico ufficiale non lo sono MAI.
Lino Santoro